Bibliografia
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1943

● metà settembre – i comunisti di Cavriago prendono la decisione formale di dar vita ai primi gruppi armati; d.G. si mostra refrattario;

1943

● fine settembre – nella parrocchia di s. Pellegrino, retta da don Angelo Cocconcelli, si svolge la prima riunione per la costituzione del Comitato di liberazione nazionale provinciale (Clnp); non partecipa ancora d.G.

1943

● autunno – d.G. entra a far parte del Comitato di liberazione nazionale (Cnl) di Cavriago come esponente dei cattolici;

1943

● novembre – è pubblicato il saggio di d.G. La famiglia, in “Rivista internazionale di scienze sociali” (1943), 6, nell’ambito di un importante volume collettivo, L’ordine interno degli Stati, Vita e Pensiero, Milano 1945, 129-168. Il volume ha il sottotitolo: Nel radiomessaggio di Sua Santità Pio XII del Natale 1942 (cfr. infra, 24 dicembre 1942, ndr);

1943

● dicembre – Gemelli decide di riprendere le discussioni interne alla Cattolica (il “Codice sociale della Cattolica”) già avviate negli anni precedenti intorno al tema dell’organizzazione degli Stati; ne viene ancora coinvolto anche d.G.;

1943

● fine 1943/inverno 1944 – d.G. porta viveri e abiti nella parrocchia di Ramiseto, sull’Appennino reggiano, in vista di un possibile passaggio in clandestinità; assumono un carattere politico i rapporti con Emore Gilli e Onder Boni, ex compagni di scuola, ora comunisti perseguitati, con cui a Cavriago organizza un centro di assistenza ai bisognosi delle scuole elementari

1944

● 30 gennaio – è fucilato don Pasquino Borghi, parroco di Tapignola, per avere aiutato i partigiani; 20 giorni prima si era incontrato in canonica con d.G. e con don Cocconcelli;

1944

● febbraio – d.G. partecipa come uno dei principali relatori (tra cui alcuni sacerdoti) a una riunione convocata per dibattere la modalità di partecipazione dei cattolici alla lotta partigiana;

1944

● marzo – d.G., aiutato da don Orlando Poppi, fa rifugiare nella canonica di s. Pellegrino tre partigiani rimasti feriti nella battaglia di Cerré Sologno

1944

● 24 marzo – mentre si trovava presso l’Opera Cardinal Ferrari d.G. è coinvolto in una retata di ebrei che transitavano presso l’Opera prima della deportazione

1944

● 27 maggio – Vigilia di Pentecoste – manoscritto autobiografico di d.G. sul tema della «immolazione totalitaria»;

1944

● 16 giugno – manoscritto di d.G. (Festa SS. Cordis Iesu);

1944

● agosto – d.G. si reca periodicamente a Milano, ospite della “Cardinal Ferrari”; è ripubblicato senza modifiche il saggio su La Famiglia, in L’ordine interno degli Stati nel radiomessaggio di sua Santità Pio XII del Natale 1942. Saggi di Carlo Colombo, Francesco Olgiati, Francesco Vito, Pasquale Saraceno, Giuseppe Dossetti, Antonio Amorth, Milano 1945 (ma con data di chiusura in tipografia del 30.8.1944), pp. 129-168

1944

● estate – sviluppi nella situazione politica italiana; la Dc acquista un ruolo di cresecente rilevanza nel panorama politico;

1944

● fine estate – cade la “repubblica di Montefiorino”

1944

● 29 settembre-5 ottobre – l’eccidio di Monte Sole e zone limitrofe (noto come “la strage di Marzabotto”), compiuto dalle truppe tedesche in diverse località distribuite su quella montagna dell’Appennino bolognese;

1944

● 29 settembre – uccisione a Casaglia di Monte Sole di don Ubaldo Marchioni

1944

● 1 ottobre – uccisione di don Elia Comini e di padre Martino Cappelli

1944

● ottobre – morte di don Fornasini [agenda di Athos]

1944

● 19 ottobre – 150 persone subiscono il fermo ad opera delle truppe tedesche nel corso di un rastrellamento tra Barco, Bibbiano e Cavriago (prov. di Reggio E.)

1944

● 19 ottobre – lettera di d.G. in cui accetta la richiesta fattagli da Gemelli di mettersi in aspettativa per l’intero anno accademico 1944/1945

1944

● metà novembre – d.G., evidentemente già coinvolto nel Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale (Clnp), interviene per contestare ufficialmente le modalità di intervento (requisizioni ai civili) da parte delle Squadre di Azione Patriottica (SAP), nate su iniziativa delle Brigate Garibaldi, di ispirazione comunista;

1944

● metà novembre – proclama del generale alleato Alexander che esorta i partigiani a mantenersi attestati sulle posizioni conquistate, perché gli aiuti degli Alleati sarebbero arrivati solo nella primavera successiva

1944

● dicembre – “balzo di qualità” (cf. E. Galavotti, Il professorino, pp. 174-175) nel coinvolgimento di d.G. nell’attività resistenziale e nell’impegno organizzativo per la costituzione della Dc a Reggio, a seguito dell’azzeramento da parte dei nazifascisti del Comando di piazza di Reggio Emilia e del Clnp (Comitato di Liberazione Nazionale provinciale); arresto del conte Carlo Calvi di Coenzo, attivo nella lotta clandestina; diviene pienamente operativo il nuovo Clnp, in condizioni ambientali difficilissime per l’intensificarsi di eccidi e rappresaglie da parte dei nazifascisti; d.G., entratone a far parte come esponente della Dc, ne viene designato presidente e funge da referente in pianura del Battaglione della Montagna (poi Brigata Fiamme Verdi) di William Manfredi (Elio) e Pasquale Marconi (Franceschini). Nell’ambito dell’organizzazione formale della presenza della Dc sul territorio reggiano, a d.G. viene attribuito un testo-manifesto, risalente alla fine del ’44, che espone il programma della Dc ai “lavoratori” (lo “pseudo Dossetti? Cf. E. Galavotti, Il professorino, pp. 186-188), mentre la sua attività resistenziale si svolge prevalentemente in pianura e inizia a firmarsi come “Benigno” (ma anche “Serra” o “Fedele”), mentre il fratello Ermanno adotta il nome di “Ermes”; inizia la corrispondenza partigiana di d.G.;

1945

● 15 gennaio – a maggioranza – e contro la volontà di d.G. – il Clnp decide di procedere all’esecuzione di due prigionieri nelle proprie mani; il colonnello fascista Battaglia viene giustiziato, mentre la spia Marianna Azzolini scampa all’esecuzione a seguito di un ordine scritto impartito autonomamente da d.G. a nome dell’intero Comitato; ciò determina forti tensioni tra i partiti che compongono l’organo clandestino della resistenza reggiana

1945

● 21 gennaio – d.G. e il fratello Ermanno si sottraggono a un rastrellamento repubblichino nascondendosi in un rifugio predisposto in casa loro; l’accaduto li spinge a iniziare una fase di semiclandestinità, che di lì a poco si trasforma in stabile permanenza nella Zona montana sino alla Liberazione;

1945

● febbraio – il vescovo di Reggio Emilia, mons. Edoardo Brettoni, lancia un appello a favore della «distensione degli animi», «su sollecitazione proveniente anche dai dirigenti del fascismo repubblicano, ma che rispondeva ad una linea di condotta alla quale il presule si era mantenuto coerentemente fedele durante l’occupazione tedesca. L’esortazione, letta ‘ovunque’, mirava al ristabilimento delle ‘supreme leggi della giustizia e della morale cristiana’, attraverso il coinvolgimento diretto delle parti in causa nell’acconsentire lo scambio di prigionieri, nel rispettare la popolazione civile, nel dismettere la pratica della tortura, nell’evitare le ‘tremende rappresaglie’, o gli ‘atti inconsulti’. L’intervento si chiudeva con una perentoria perorazione: ‘Le persone inesperte si astengano dall’immischiarsi in faccende politiche, e faranno bene anche a evitare di discuterne. La politica è un terreno scabroso e malfido, sempre; tanto più oggi.» (cf. P. Trionfini, Giuseppe Dossetti nella chiesa di Reggio Emilia, p. 187);

1945

● 7-18 febbraio – eccidio di Porzûs;

1945

● 13 e 15 febbraio – due lettere di d.G. sui rapporti interni ai gruppi partigiani;

1945

● 24 febbraio – d.G. redige un documento comune, a nome delle direzioni provinciali democristiane di Modena, Reggio Emilia e Parma;

1945

● 28 febbraio – d.G. si unisce in montagna ai gruppi partigiani; lavora alla unificazione dei raggruppamenti nella 285a Brigata SAP (cf. S. Fangareggi, Il partigiano Dossetti, pp. 65-67);

1945

● 7-10 marzo – presso la canonica di Febbio (nell’alto Appennino reggiano) si svolge l’incontro ufficiale del Clnp [Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale, ndr] e Comando unico di zona, durante il quale d.G. consegna una dichiarazione programmatica concordata con i partigiani cattolici;

1945

● 27 marzo – a nome della delegazione provinciale della Dc d.G. redige Movimento Democratico Cristiano, appello ai preti dell’Appennino reggiano e modenese, un lungo messaggio di risposta a una lettera del vescovo di Reggio Brettoni al clero, che rifletteva le preoccupazioni crescenti del clero reggiano per le conseguenze della lotta partigiana (per un compendio del documento, cf. G. Trotta [a cura di], Giuseppe Dossetti. Scritti politici, “Il Movimento Democratico Cristiano”, pp. 18-24);

1945

● fine marzo – il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) Alta Italia decreta la unificazione delle formazioni partigiane di ogni orientamento politico nei Corpo Volontari della Libertà

1945

● 1 aprile (domenica di Pasqua) – è ricordata come la “Pasqua di sangue”; a seguito di un assalto tedesco muoiono molti partigiani, tra cui il vicecomandante ‘Elio’ delle Fiamme Verdi, cui d.G. è molto legato;

1945

● inizio aprile – gli Alleati riprendono l’offensiva in tutto il Settentrione

1945

● 5 aprile – il governo Bonomi delibera la convocazione di una “Consulta nazionale”;

1945

● 22 aprile – intervista a d.G.; «Alla vigilia della insurrezione, il periodico partigiano ciclostilato “Il Volontario della Libertà” ospita un’intervista di Vittorio (Lando Landini), un esponente del PCI al Presidente del CLN Benigno» (cfr. S. Fangareggi, Il partigiano Dossetti, Vallecchi: 1978);

1945

● 24 aprile – nella notte d.G. e il fratello Ermanno rientrano in città, rischiando per la loro incolumità, poche ore prima dell’ingresso dei primi partigiani; già nel pomeriggio d.G. partecipa a una prima riunione in prefettura, scegliendo di proseguire il proprio impegno pubblico; nella redistribuzione degli incarichi del Clnp, a d.G. è assegnato il compito di seguire ciò che riguarda il mantenimento dell’ordine pubblico;

1945

● aprile – la Liberazione;

1945

● aprile – d.G. è incaricato di tenere il primo discorso dal balcone del Municipio a Cavriago

1945

● 30 aprile – d.G. è nominato dai CLN membro della Consulta Nazionale in preparazione dell’Assemblea costituente

1945

● 3 maggio – a Reggio E. solenne cerimonia di riconsegna delle armi; ma un’ingente quantità rimane in possesso degli ex combattenti

1945

● 25 maggio – nella riunione del Clnp (Comitato di liberazione nazionale provinciale), Luigi, padre di d.G. e di Ermanno, è nominato commissario dell’Ospedale di s. Maria Nuova

1945

● 10 giugno – d.G. inizia (firmandosi come “BENIGNO”) con l’articolo Diritti del partito, la collaborazione a “Tempo nostro”, allora organo provinciale della Dc reggiana; usciranno in seguito numerosi altri articoli, fino al 31/5/1948;

1945

● 12-15 giugno – d.G. compie la sua prima uscita politica partecipando ad Assisi, come rappresentante della provincia reggiana, al primo Convegno nazionale del movimento giovanile della Dc; è eletto presidente del Convegno;

1945

● inizio luglio – il vescovo di Reggio E., mons. Brettoni, scrive a mons. Montini, sostituto della segreteria di Stato, per riferirgli le sue perplessità su Dossetti (cf. E. Galavotti, Il professorino, pp. 267-269);

1945

● 10 luglio – d.G. prosegue con l’articolo La coscienza democratica dei giovani, la collaborazione a “Reggio democratica”

1945

● 31 luglio – a seguito della vittoria laburista alle elezioni politiche inglesi, salutata con entusiasmo da d.G. (cf. E. Galavotti, Il professorino, p. 282), su “Reggio Democratica” è pubblicato un articolo di d.G. dal titolo Triplice vittoria;

1945

● 31 luglio/3 agosto – d.G. si reca a Roma come esponente cooptato per il gruppo giovanile (insieme con Giulio Andreotti) per partecipare al Convegno nazionale della Democrazia cristiana; è la prima occasione in cui i vertici della Dc si riuniscono a ranghi completi, Nord e Centro-Sud, dopo il distanziamento provocato dal conflitto; è nominato vicesegretario politico (insieme a Bernardo Mattarella), con grande stupore da parte sua; di conseguenza di dimette dalla presidenza del Clnp reggiano;